Premio internazionale "Città di Bologna" per la sostenibilità agroalimentare.

Gli obiettivi, i promotori, la storia e le edizioni.


IL PREMIO

Gli obiettivi del Bologna Award - International Sustainability and Food Award - sono di:

  • supportare la ricerca scientifica e tecnologica in tema di sostenibilità agroalimentare,
  • promuovere una nuova e diffusa cultura nel segno dell’educazione alimentare e del diritto alla buona alimentazione,
  • ridurre l’impatto ambientale e sociale della produzione e distribuzione alimentare. 

Il Premio punta quindi a valorizzare le ricerche scientifiche e le iniziative in ambito agricolo e agro-alimentare realizzate da persone, istituzioni e aziende nel segno dello sviluppo sostenibile e durevole.

L’aspetto peculiare del Bologna Award è che i vincitori, sin dal momento dell'accettazione, si impegnano a donare il valore del Premio a favore di progetti e iniziative di settore sostenibili, durevoli e/o solidali. Le iniziative a cui sarà destinato il Premio sono scelte dal Vincitore. 

Il Premio è assegnato da una Giuria internazionale presieduta dall’agroeconomista Andrea Segrè. Il premio è diretto dall’agronomo Duccio Caccioni in collaborazione con l’esperta di comunicazione Daniela Volpe.

PROMOTORI

Il premio è stato ideato e promosso da CAAB Centro Agroalimentare di Bologna assieme alla Fondazione FICO, con il sostegno della Camera di Commercio di Bologna, patrocinato da Regione Emilia Romagna e dal Comune di Bologna. Dal 2019 nell’ambito di uno specifico accordo il Premio è realizzato in collaborazione con la FAO, organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione nell’ambito delle manifestazioni realizzate per il World Food Day  (16 ottobre). Un’ulteriore importate partnership è stata avviata dal 2018 con il Ministero degli Affari esteri italiano.

LA STORIA

La prima edizione è stata celebrata in occasione del World Food Day il 16 ottobre 2015 all’ EXPO Internazionale di Milano - le edizioni successive si sono svolte a Bologna. Dopo la prima edizione il Premio si è trasformato e sono stati organizzati incontri, workshop, lezioni magistrali e spettacoli dedicati al cibo e alla sostenibilità durante i giorni immediatamente precedenti e successivi al World Food Day. 

LE EDIZIONI

Vincitori della prima edizione - 2015 -  sono stati, ex aequo, lo scienziato italiano Salvatore Ceccarelli, che ha prestato la sua opera e il suo ingegno in Paesi e aree arretrate e in guerra, come il Centro ICARDA di Aleppo - Siria oggi distrutto dall'ISIS; e l'organizzazione no profit Northwest Atlantic Marine Alliance, fondata da pescatori della costa Nord Est degli Stati Uniti per promuovere il patrimonio marino come bene comune del pianeta, applicando la ricerca scientifica alla piena sostenibilità delle pratiche di pesca.

L’edizione 2017 è andata al ricercatore italiano Matteo Dell’Acqua assieme agli agricoltori etiopi delle comunità di Melfa e Workaye, con lo straordinario progetto che ha incrociato la più avanzata ricerca genomica agli antichi saperi rurali.

L’edizione 2018 ha premiato Sunita Narain, l’ambientalista indiana che dirige il CSE - Centro Scienza e Ambiente di New Delhi - riconosciuto a livello mondiale come riferimento guida per i Paesi in via di Sviluppo - “per aver individuato nel cibo l’elemento strategico dello sviluppo sostenibile e per le innovative ricerche sul tema portate avanti in questi anni attraverso il Centro Scienza e Ambiente”. Una menzione speciale di Bologna Award 2018 è andata alla Associazione di studenti Dévelo dell’Universita’ di Milano - Facoltà di Agraria presieduta dal ricercatore Pietro De Marinis, “per aver sviluppato l’agroecologia come tecnica di riferimento nella formazione del capitale umano ad Haiti” attraverso progetti di formazione che hanno coinvolto gli agricoltori locali.

L’edizione 2019 ha premiato Raj Patel, docente all’Università del Texas di Austin, scrittore e attivista da molti anni impegnato sui temi dell’accesso al cibo e dello sviluppo sostenibile per: “le articolate analisi condotte da Raj Patel sulle sfide che il mondo moderno deve affrontare e le riflessioni sull’innovativa visione del ‘Green New Deal’, che rappresenta una risposta concreta agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile indicati dalle Nazioni Unite. Bologna Award 2019 va a Raj Patel per aver sostenuto il diritto dei cittadini di tutto il mondo ad alimentarsi in modo sano e salutare, anche alla luce della crisi alimentare che colpisce molte regioni del mondo ed è destinata ad aggravarsi con le conseguenze dei cambiamenti climatici”.

L'edizione 2020 ha premiato Giacomo Grassi,tradurre la scienza in obiettivo politico per lo sviluppo sostenibile è elemento determinante per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 fissati dalle Nazioni Unite. Per questo Bologna Award 2020 va a Giacomo Grassi, ricercatore senior presso il Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione europea, quale riconoscimento alle ricerche condotte in un ruolo chiave di interfaccia fra monitoraggio scientifico e attuazione normativa degli obiettivi di sostenibilità. La gestione forestale sostenibile può dare un contributo notevole alla riduzione delle emissioni di gas serra: per aver testimoniato che le foreste svolgono un ruolo chiave nella mitigazione del cambiamento climatico attraverso l’aumento di assorbimento di CO2, per il supporto nella progettazione e implementazione delle strategie utili al raggiungimento degli obiettivi climatici dell’accordo di Parigi, Bologna Award 2020 premia Giacomo Grassi, riconoscendo nelle sue analisi sul ruolo delle foreste e nelle stime dei flussi di CO2 dagli ecosistemi terrestri un fattore strategico per la definizione delle politiche elaborate dalle Nazioni Unite, nell’ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici. Una menzione speciale va invece all’attivista statunitense Leah Penniman, leader del movimento per la giustizia alimentare, coltivatrice organica e rigenerativa, fondatrice della fattoria familiare biologica Soul Fire Farm.


Bologna Award

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